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giovedì 4 ottobre 2018
mercoledì 26 settembre 2018
sabato 16 giugno 2018
Giardini Montanelli: divieti e deroghe
Giardini Montanelli: divieti e deroghe.
A seguito
dell’invio, da parte di AGIAMO, alle autorità competenti della deroga all’uso
del GLIFOSATE emesso dalla REGIONE LOMBARDIA, si precisa quanto segue:
1) AGIAMO è molto
soddisfatta che la sua iniziativa abbia quantomeno sollevato l’annoso problema
della manutenzione ordinaria delle aiuole per il quale si chiede da tempo e con
insistenza una soluzione rapida, adeguata e non episodica. A questo proposito
sarebbe interessante conoscere chi ha in carico questo tanto importante quanto
dimenticato compito che consiste in: a) eliminazione delle erbacce che
ricoprono tratti sempre più ampi dei viali in ghiaia ed eliminazione di spessi
strati di terra, ghiaia ed erbacce che da anni sotterrano le “rizzate” (abbiamo
capito perché si chiamano così, perché fanno rizzare i capelli da come sono
state abbandonate); b) restauro dei tratti danneggiati o mancanti; c) manutenzione
ordinaria quotidiana per conservarne l’aspetto e la funzionalità originale. Per
queste ragioni riscontriamo con piacere la positiva e propositiva risposta
dell’architetto Paola Viganò - Direttore Area Verde, Agricoltura e Arredo
Urbano, che indica l’intenzione di intervenire con sistemi alternativi quali
l’ECODISERBO SYSTEM. Noi speriamo che questo possa avvenire a breve e senza
indugio;
2) in effetti, se
la deroga della Regione non è politicamente compatibile, a noi poco importa,
non abbiamo alcuna particolare predilezione per il GLIFOSATE, tuttavia, allo
scopo di non passare per quelli che non siamo e non vogliamo essere, alleghiamo
il COMUNICATO DEL MINISTERO DELLA SALUTE del 19 dicembre 2017 (https://www.dropbox.com/s/k6rh2ciyc7ye0fu/Comunicato_Reg%20%20UE%20n%20%202324-2017.pdf?dl=0) che riporta
quanto qui di seguito: “…Nel suo parere,
il comitato di valutazione dei rischi dell'Agenzia ha concluso all'unanimità
che, in base alle informazioni attualmente disponibili, una classificazione di
pericolo per la cancerogenicità non è giustificata nel caso del glifosate... il glifosate non ha proprietà di interferenza
endocrina…”
Noi chiediamo
comunque che vengano adottate soluzioni sicure ed efficaci, oppure che si dica
apertamente che i Giardini Pubblici Montanelli saranno trasformati in una
prateria con annessa area espositiva permanente. A noi stupisce spiacevolmente
constatare che PER MOLTI ANNI LA RIMOZIONE DELLE INFESTANTI NON SIA STATA
ATTUATA AFFATTO E CON NESSUN SISTEMA e che i Giardini Montanelli siano stati
abbandonati al loro destino da chi invece se ne sarebbe dovuto occupare almeno
dal 2011;
3) la richiesta di
deroga, dopo avere consultato eminenti professori di Agraria e Agronomi, è
stata inviata ad ARPA – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, che
poi l’ha trasmessa all’ufficio regionale competente che ha emesso il documento
con le relative istruzioni. Trattasi di deroga, come ce ne sono a decine ogni
giorno in ogni campo, e come tale deve essere considerata; a puro titolo di
esempio, ai Giardini Montanelli è inibito l’accesso ai veicoli tipo SUV
(compresa la Fiat 16) ma, per allestire eventi più o meno grandi, viene
consentito l’accesso, evidentemente in deroga, a mezzi pesanti quali trattori,
muletti, autocarri, autoarticolati e financo a pericolosissime autogrù a 6 assi
(quasi tutte senza nemmeno la classificazione Euro).
Noi speriamo che il
continuo viavai dei mezzi pesanti non sia l’attuale unico mezzo efficace per
l’eliminazione dell’erba dai viali in ghiaia (e purtroppo anche della ghiaia
stessa);
4) per quello che
riguarda l’inquinamento della falda ci preme segnalare che non c’è un pericolo
potenziale (glifosate), ma un pericolo reale che per molto tempo è stato tollerato.
Se il ben conosciuto, e per anni trascurato, problema dello scarico a cielo
aperto di liquami umani, combinato a disinfettanti colmi di coloranti e
aromatizzanti, dai bastioni fin dentro i Giardini sembra che sia stato appena
risolto (grazie alla nostra opera di vigilanza quotidiana e relativa denuncia, alleluia!),
ricordiamo invece, per l’ennesima volta, che a causa della permanenza dei wc
chimici all’interno dei Giardini, succede che più volte al giorno venga
scaricata al suolo una notevole quantità di inquinanti sia di natura umana
(liquami) che chimici (liquidi di pulizia dei gabinetti). Oltre a questa questione
che di fatto ha trasformato da molto tempo i wc temporanei in permanenti, si
aggiunge l’inquinamento dato dalle decine di altri wc chimici installati in
occasione degli eventi tipo Marathon, Wired, ecc;
5) infine, per
quello che riguarda la fauna presente ai Giardini Pubblici Montanelli, non ci
risulta affatto che questi ultimi siano classificati come “oasi”, sia essa
faunistica, ecologica, biodiversa o di altro tipo, nel qual caso non potrebbero
entrare, oltre ai mezzi a motore, né sportivi, né biciclette e né cani, e che i
casi siano due: o si tratta di fauna in cattività che quindi deve essere
alimentata in modo innaturale dall’uomo come succede in uno zoo (ma non come se
i Giardini fossero un pollaio come invece avviene adesso), oppure si tratta di
fauna selvatica, per quanto protetta, e come tale deve essere trattata. Il
primo caso deve comportare la definizione di specifiche procedure e un costante
controllo di chi è autorizzato (se ancora esiste) a erogare cibo che poi spesso
resta non consumato con conseguente eccessiva proliferazione di ratti, piccioni
e cornacchie. In ogni caso noi auspichiamo che vengano installate e impiegate con
la massima solerzia le piattaforme e le mangiatoie previste oltre 10 anni fa e
mai realizzate (http://gol-milano.it/2007/09/19/convenzione-comune-di-milano/).
In attesa
dell’avvio del tavolo tecnico proposto oramai un anno fa (17 luglio 2017) e
avente per oggetto la “proposta di sperimentazione di fasce orarie per libera
fruizione della popolazione canina ai giardini pubblici Montanelli” ci
riconfermiamo disponibili anche ad ogni altro incontro volto al miglioramento
degli stessi.
Il Consiglio Direttivo di AGIAMO
mercoledì 6 giugno 2018
martedì 5 giugno 2018
Diserbo dei cordoli storici dei Giardini Pubblici Montanelli
Oggetto: AGIAMO - diserbo dei cordoli
storici dei Giardini Pubblici Montanelli
Gentili
Signore, Egregi Signori,
con
riferimento a quanto in oggetto abbiamo il piacere di trasmettervi il documento
allegato https://www.dropbox.com/s/gd480osn2mj6pdy/RL_RLAOOM1_2018_2271%20pdf%20%282%29.p7m.pdf?dl=0 che, su nostra richiesta, abbiamo ricevuto dalla “DIREZIONE GENERALE
AGRICOLTURA Sviluppo di Industrie e filiere agroalimentari, Zootecnia e
Politiche Ittiche” della REGIONE LOMBARDIA. Detto documento consente l’utilizzo
del glifosato per la rimozione delle erbacce ai Giardini
Montanelli.
Da
ottobre 2017, AGIAMO ha preso in carico il restauro della aiuola antistante
la Villa
Reale , detta comunemente “aiuola delle rose” che è consistito
nella apposizione di nuovi cartelli e nel riportare alla luce il bellissimo
cordolo storico di scarico delle acque piovane che era rimasto interrato a causa
della totale mancanza della specifica manutenzione
ordinaria.
Questa
operazione è stata eseguita a mano direttamente dai soci e ha riscosso molta
approvazione di pubblico tanto che ha contagiato anche parte della
amministrazione e di AMSA che ha aiutato molto e ha proseguito l’opera in altre
aiuole con mezzi assai efficaci.
Tutti
hanno notato una notevole differenza quando i cordoli originari, la cosiddetta
“risada”, sono riemersi alla luce restituendo l’originale elegante aspetto ai
Giardini.
Per
la aiuola di nostra competenza abbiamo provveduto a scavare tutto intorno
20
centimetri di terra, a smussare lo scalino, spazzare il
cordolo e a rimuovere meccanicamente (a mano) l’erba cresciuta. La spazzolatura
è stata lì per lì assai soddisfacente, grazie anche alle molte ore in ginocchio
spese da parte di alcune nostre diligenti socie.
Ora
la questione riguarda soprattutto il mantenimento perché, ovviamente, la natura
fa il suo corso e in poco tempo le erbacce di ogni tipo hanno nuovamente
occupato gli spazi tra una pietra e l’altra. Comunque sia, ci sembra
anacronistico e ridicolo assegnare a una squadra di addetti la mansione di
rimuovere meccanicamente l’erba in ginocchio.
Osservando
gli scarsi risultati prodotti da altri gruppi, prima di Orticola 2017, abbiamo
preso atto che il “pirodiserbo” è inefficace (per non parlare del pericolo di
incendi delle panchine o degli alberi e della produzione di CO2), così come lo è
l’uso di aceto o, peggio ancora, dei sali
industriali.
Per
tutte queste ragioni, e per curare come si deve questo Giardino, straordinario
patrimonio storico, artistico e culturale della città, molto amato e frequentato
non solo dai milanesi, ma anche da milioni di turisti da tutto il mondo, ci
siamo dunque rivolti ad alcuni eminenti professori della Facoltà di Agraria per
avere un suggerimento su come contrastare la crescita
dell’erba.
Lo
straordinario risultato che abbiamo ottenuto è contenuto nel documento allegato
con le relative prescrizioni che noi siamo certi sarà condiviso da tutti data
l’assenza di controindicazioni. Le prescrizioni richieste da REGIONE LOMBARDIA
per l’utilizzo del diserbante glifosato sono perfettamente compatibili con le
caratteristiche dei Giardini Montanelli, e dei suoi orari, e sono: 1) Esecuzione
del trattamento erbicida esclusivamente nelle ore di chiusura del parco; 2)
Utilizzo di prodotti fitosanitari a base di Glyphosate aventi tempi di rientro
massimi di sei ore; 3) Utilizzo per la distribuzione di attrezzature che
distribuiscono il prodotto fitosanitario tal quale senza aggiunta di
acqua.
Nella
speranza che gli interventi di diserbo inizino quanto prima, vista la stagione
ideale, siamo a disposizione per qualsiasi sopralluogo allo scopo di programmare
al meglio le aree di azione, ma già anticipiamo il consiglio di iniziare dalle
aiuole già lavorate da noi e da AMSA.
Il
Consiglio Direttivo di AGIAMO
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sabato 2 giugno 2018
ARTE nel VERDE 2019
ARTE nel VERDE Giardini Pubblici Montanelli dal 23 al 26 maggio 2019
Al posto della WIRED NEXT FEST, cercasi sostenitori
ATTENZIONE: tutto l’incasso sarà impiegato PER IL MIGLIORAMENTO DEI GIARDINI!
Padiglioni di: pittura, scultura, architettura, letteratura, fotografia, disegno e fumetto
Sul palco di sera; musica gentile, danza soave, teatro allegro, cinema romantico
Se tutti quelli che si lamentano e basta sostenessero finanziariamente questo evento...
martedì 22 maggio 2018
WIRED NEXT FEST 2018
Spettabili
aziende organizzatrici, sponsor e partner di WIRED NEXT FEST 2018 ai Giardini
Montanelli, vi
inviamo qui di seguito quanto abbiamo comunicato oggi al Sindaco di Milano, a
tutti gli assessori, ai dirigenti dell’Area Verde del Comune, alle forze di
polizia e a tutti i nostri soci.
Le
immagini allegate coinvolgono inevitabilmente anche chi partecipa come sponsor.
Oramai abbiamo capito: il risultato di questo evento è di grande immagine e
profitto per voi, ma lascia una montagna di sporco, danni e problemi per tutti
gli altri. Già da diversi anni, dopo il WIRED FEST ai Giardini, restano solo le
“cicatrici” di questo sproporzionato evento e nessun elemento di miglioramento.
Altri importanti eventi invece lo fanno, voi no. Noi pensiamo che non sia
giusto. Se la vostra partecipazione nasce anche dal desiderio di fare del bene
alla collettività, sappiate che non è così. Se i vostri grandi mezzi finanziari
potessero, almeno in minima parte, contribuire a migliorare il posto che vi
ospita, questi Giardini tornerebbero, in poco tempo, ad essere un posto
straordinario come fu concepito oltre 2 secoli fa e per tutti i cittadini. Date
un’occhiata a questo documento: https://www.dropbox.com/s/yn2q2mz3jxq3ymj/AGIAMO%20-%20Progetti%202017-19.pdf?dl=0
e capirete a cosa ci riferiamo.
Grazie.
Milano,
martedì 22 maggio 2018
Gentili
Signore, Egregi Signori,
nostro
malgrado scriviamo nuovamente a proposito dell’evento WIRED NEXT FEST che
venerdì prossimo sarà inaugurato ai Giardini Montanelli.
Le
nostre preoccupazioni sono sempre molto grandi perché la dimensione dell’evento,
delle sue strutture, dei tempi e dei mezzi impiegati per allestirlo sono, a
nostro giudizio, eccessive rispetto al luogo che è costretto a ospitarlo.
Il
cantiere di questi giorni, e che ritroveremo a fine evento, è assai pericoloso e
ha tagliato in due il parco, in buona parte facendo ricorso ai nastri
segnaletici che nessuno di buon senso può considerare un presidio sicuro per
evitare che i bambini “invadano” (pazzesco dovere usare questo termine in una
zona dove ci sono i loro giochi) l’area continuamente impegnata dall’andirivieni
di mezzi pesanti. Noi speriamo che questo modo di agire sia stato un arbitrio
dell’organizzatore perché è inconcepibile acconsentire ad adottare una misura di
sicurezza così approssimativa in un parco pubblico così tanto frequentato in
primavera. Siamo altresì sicuri di un altro arbitrio e cioè che l’area occupata,
e resa inagibile da chi ha montato l’enorme padiglione e il palco per i
concerti, sia più ampia di quella logicamente concessa. Sta di fatto che ha
inutilmente precluso il passaggio al pubblico nella zona dei bastioni e in altri
comuni attraversamenti.
Tornando
ai mezzi impiegati, è facile capire il disagio e il danno causato a tutti i
frequentatori del parco, bimbi in testa, dal transito di autoarticolati,
autocarri, muletti, trattori e di una gigantesca autogru che hanno alzato
polvere e inquinato una delle zone più frequentate proprio dai
piccoli.
Per
ciò che riguarda invece i concerti, sappiamo che l’anno scorso sono stati messi
in atto dei provvedimenti, grazie a noi, che hanno ridotto le conseguenze
dannose che si ebbero nel 2016, ci riferiamo soprattutto ai cocci di bottiglie
di vetro. Tuttavia vorremmo essere sicuri di essere bene compresi quando
affermiamo che i problemi ci furono eccome! Queste foto (alcune della notte) che
alleghiamo, stanno a testimoniare quanto da noi affermato. Le bottiglie abusive
e quelle nascoste in borse e zaini entrarono sia dal lato bastioni, che da corso
Venezia, che da via Palestro sin da metà pomeriggio del venerdì e del sabato, e
poi anche col buio. Noi speriamo che quest’anno il livello di controllo e
sicurezza venga ulteriormente innalzato.
Infine,
ma assai rilevante per noi, non capiamo come mai chi trae profitti dagli eventi
svolti ai Giardini non debba contribuire a migliorarli concretamente e
direttamente: forse sarebbe l’unico modo per riuscire, almeno in parte, a
“digerirli”.
Per
concludere ripetiamo quanto già affermato l’anno scorso: la sensazione peggiore
è proprio quella di essere nelle mani, non di chi dovrebbe decidere e
sorvegliare nell’interesse della collettività, ma di chi l’evento organizza e ne
trae i profitti alla faccia dell’importanza, dell’adeguatezza e della
delicatezza del luogo prescelto.
Il
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