mercoledì 12 aprile 2017

il verde al centro - MANIFESTO dei giardini





 ● i giardini pubblici sono per Milano un patrimonio verde di straordinario valore storico, artistico e culturale è nostro dovere rispettarli, curarli, proteggerli e trasmetterli intatti alle future generazioni sono frequentati, visitati e ammirati ogni giorno da migliaia di milanesi e di turisti da tutto il mondo, siano essi disabili o non sono il luogo di svago e d’incontro per bimbi, studenti e lavoratori in pausa pranzo, scolaresche, sportivi, nonni, genitori e cani    sono un coacervo di preziosa biodiversità floro-faunistica contengono edifici  storici, musei  e  opere  d’arte di grande valore hanno bisogno di  cure  e   di  amore  e  richiedono  la  rapida  messa in  opera  di alcuni
1 gli eventi devono rappresentare un’opportunità e non una minaccia, non devono nuocere alla normale e generale fruizione dei giardini e devono essere in sintonia con l’ambiente circostante 2 il prezzo pagato deve consentire che una parte cospicua degli incassi resti subito a disposizione per i miglioramenti straordinari 3 la manutenzione ordinaria deve essere curata in modo da presentare i parchi sempre in ordine e non essere in funzione dello svolgimento di questo o quel evento 4 non fare dentro quello che può essere fatto fuori, ad esempio parcheggi, viabilità e wc temporanei 5 non esistono zone degradate, abbandonate o retrobottega; tutte le aree occupate dagli eventi e dagli esercizi commerciali, sia che siano all’interno o che si affaccino sui parchi, devono essere curate, esteticamente ben tenute pulite e derattizzate 6 esiste un bisogno diffuso di maggiore sicurezza sia diurna che notturna, di rispetto delle regole e di salvaguardia di esigenze delle varie tipologie di utenti 7 non ci sono differenze sostanziali nella fruizione dei tre principali parchi del centro cittadino in termini di sicurezza, illuminazione, sorveglianza, pulizia, manutenzione del verde, di statue e fontane, igiene, servizi, tutela del patrimonio verde e faunistico, accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche; orari di apertura e chiusura e quelli relativi ai cani liberi dovrebbero essere uniformati

1 servizi igienici in sintonia con il prestigio dell’ambiente e deratizzazione 2 allagamenti  3 aree giochi per condivisione con diverse abilità 4 recinzione, illuminazione e telecamere  5 accessibilità e viabilità 6 manutenzione straordinaria di cordoli e viali 7 irrigazione




 

2 commenti:

  1. Per conoscenza, allego articolo uscito su Repubblica il 1 maggio
    Cambiato l'appalto della manutenzione: i Municipi denunciano la mancata cura di alberi e piante in tutte le zone. Il Comune: "Periodo di assestamento, il servizio migliorerà"

    di LUCA DE VITO
    01 maggio 2017

    Fiori morti, aiuole dove l'erba non viene tagliata, rami che si allungano pericolosamente sui cavi del filobus e coprono i semafori. A Milano il verde non è (quasi) più curato. A dirlo sono i Municipi e le decine di segnalazioni che arrivano negli uffici sulla mancanza di manutenzione di alberi e piante cittadine: da piazzale Bacone, a piazzale Lagosta, passando per le aiuole di Sant'Ambrogio e quelle di Foro Bonaparte. La motivazione di questa crisi è legata al cambio di appalto, andato in porto a inizio aprile, che ha visto un cambio di consorzio per la cura del verde.

    Milano, le aiuole incolte dal centro alla periferia: erba alta e piante secche
    Un passaggio di testimone che sta creando numerosi problemi, come ammettono anche dal Comune: "L'operatore precedente non ha lasciato una situazione ottimale - dice l'assessore al Verde, Pierfrancesco Maran - , tuttavia siamo in costante contatto con il nuovo consorzio per segnalare tutte le situazioni che richiedono un intervento. È un primo periodo di assestamento ma siamo certi che il servizio migliorerà".

    C'è chi guarda i primi risultati del nuovo consorzio Miami (cui capofila è il gruppo Avr di Roma, che lavora già con diversi Comuni italiani tra cui quello di Firenze). "Con la clausola del massimo ribasso ha vinto un unico operatore che non ha le competenze, che sta acquistando e affittando attrezzature e macchinari che non possiede e che sta assumendo il personale che lavorava per il consorzio precedente - dice Enrico Fedrighini, assessore al Verde del Municipio 8 - . Hanno vinto con il 37 per cento di ribasso, significa essere con l'acqua alla gola e non riuscire a garantire il livello che serve a una città come Milano". A rendere il tutto più complicato c'è anche la novità dell'appalto che per la prima volta prevedeva la divisione in tre lotti, uno ogni tre Municipi: una scelta pensata per fare in modo che il dialogo tra i gestori degli appalti e i rappresentanti dei quartieri potesse essere più stretto. E "un'idea anche buona, ma alla fine il risultato è che sono state triplicate le procedure di gara e avendo un solo soggetto che non è affidabile come quello di prima", aggiunge Fedrighini.

    Il Comune di Milano gestisce circa 17 milioni di metri quadri di verde: un patrimonio fatto principalmente di grandi parchi insieme a piccole aree di arredo e giardinetti di medie e piccole dimensioni. "Mi rendo conto che è una fase di passaggio più lunga del previsto - dice Elena Grandi, assessora al Verde del Municipio 1 - . Però innanzitutto bisogna approvare il nuovo regolamento del verde fermo in Consiglio comunale e recuperare il documento del Piano del verde urbano per dare una visione generale in scala metropolitana e declinarla in base alle esigenze delle zone. Quello che il Municipio 1 segnala, al di là delle manutenzioni straordinarie, è la necessità di recuperare un modo di gestire il verde iniziato con lo scorso mandato". L'altro grande tema è poi quello della tutela dei parchi storici. "In Municipio - aggiunge Grandi - abbiamo ricevuto duemila firme di residenti e cittadini che chiedono di non usare i due parchi storici del centro per eventi come la festa di Wired, la festa dell'Unità e le giostre".

    Sul tema

    della manutenzione del verde si terrà il 10 maggio una seduta della commissione consiliare competente. E al centro dell'attenzione ci saranno proprio i problemi causati dal cambio d'appalto. "È necessario capire qual è il modo migliore per tutelare il verde cittadino - dice il presidente della commissione Ambiente, Carlo Monguzzi del Pd - . Chiunque giri un po' per la città si rende conto che c'è qualcosa che non sta funzionando".
    Sergio Pischiutta

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  2. Grazie Sergio.
    Nella lettera che AGIAMO ha consegnato il 12 aprile scorso al sindaco Sala, era espressa la stessa insoddisfazione e preoccupazione, evidenziata tre settimane dopo anche da questo articolo, per la difficile situazione dovuta al recente cambio dell'appalto del verde.
    Ai giardini Montanelli, il taglio dell'erba è iniziato il 18 aprile e, a oggi, almeno da questo punto di vista, la situazione è soddisfacente. Anche grazie a noi. Speriamo che anche gli altri aspetti legati alla manutenzione del verde inizino presto a normalizzarsi.
    AGIAMO comunque sarà sempre sul campo, e con gli occhi aperti, pronta a segnalare a chi di dovere eventuali disagi ed episodi di cattiva gestione e a condividere la sua esperienza con le altre associazioni a lei collegate. Questo è proprio uno dei cardini del MANIFESTO dei giardini storici sopra pubblicato.
    Auguriamo alla nuova impresa di raggiungere rapidamente gli standard adeguati a una città come Milano e di farsi presto apprezzare e amare dai cittadini per la qualità del lavoro svolto.

    Enrico Pluda
    Presidente di AGIAMO

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